Vescovo Nicolò Giustiniani (1759-1772)

 

Cennni Biografici

Il vescovo Nicolò Antonio Giustiniani, nato a Venezia il 21 giugno 1712, divenne benedettino della congregazione cassinese e fu ordinato prete il 1° luglio 1736. Nel 1748 ottenne all'Università di Padova il dottorato in teologia e la licenza in diritto canonico.

Priore del monastero di Vicenza e poi di quello di Santa Giustina di Padova, nel 1751 pubblicò una nuova edizione delle Opere di San Lorenzo Giustiniani con traduzione italiana. Fu nominato dal doge di Venezia vescovo di Torcello il 18 agosto 1753 e preconizzato dal papa il 26 novembre successivo. Ricevette la consacrazione episcopale a Roma dal card. Camillo Paolucci il 30 novembre. Fu a Torcello fino al 12 febbraio 1759, quando fu trasferito a Verona. Entrò solennemente in diocesi il 10 maggio dell'anno seguente 1760.

Il nuovo vescovo si distinse per lo zelo pastorale, l'eloquenza, la carità. Nel 1762 ottenne inoltre che il Capitolo veronese, fino ad allora dipendente dal patriarca di Aquileia, fosse sottomesso alla sua giurisdizione. Infatti, Benedetto XIV, con la bolla Regis Pacificidell' 11 maggio 1756, dopo aver fatto esaminare da canonisti e teologi i molteplici documenti e le petizioni presentate, decise che sia il Capitolo di Verona, come il monastero degli Olivetani di Santa Maria in Organo che si ritenevano soggetti al patriarca di Aquileia, e così pure monasteri, chiese e persone che si riputavano soggetti esclusivamente al Capitolo o a quel monastero o a qualche abate commendatario (come quello di San Zeno), tutti avessero solo, unico e immediato ordinario il vescovo di Verona al quale perciò spettava di visitare, avvertire, correggere…

La bolla, affidata per l'esecuzione ai vescovi di Vicenza e di Brescia, entrava in vigore alla morte del card. Daniele Dolfin, arcivescovo di Udine. Costui mori il I0 gennaio 1762 e allora il Giustiniani, avuto il permesso dal vescovo di Vicenza card. Antonio Marino e dal vescovo di Brescia card. Giovanni Molino, pubblicò la bolla pontificia e le sanzioni della Repubblica, a cui aggiunse una sua Notificazione (13 aprile di quell'anno) promulgando l'assoggettamento del Capitolo e dei vari monasteri alla giurisdizione del vescovo di Verona. Cosi furono sciolte definitivamente le annose controversie.

Il giorno 24 settembre 1769 il vescovo Giustiniani consacrò la chiesa di San Jacopo nella Valverde, presso la quale era un ricovero per nubili pericolanti o pericolate. Nei giorni 4-9 settembre del 1770, col benestare del Capitolo Vaticano, con solenne funzione dotò di corona imperiale l'effigie della Madouna del Popolo in Cattedrale, dopo averla portata in processione per le vie della città.

Con decreto del doge (1° settembre 1770) le monache del convento di Santa Chiara - sottratte alla direzione dei frati Minori di San Bernardino - furono affidate e soggette alla giurisdizione del vescovo. Durante il suo episcopato si diffuse in Verona la pratica del Mese di Maggio che aveva avuto il suo inizio nel 1739 a Grezzano nella villa Canossa per lo zelo dell'arciprete locale Girolamo Amigazzi. Il 14 dicembre 1772 il Giustiniani, per volontà della Serenissima e col consenso di Clemente XIV, fu trasferito a Padova dove lasciò, nell'erigere un nuovo grande ospedale, un monumento perenne della sua carità e nella pubblicazione di altre opere il frutto della sua notevole cultura. Morì, dopo 25 anni, il 12 novembre 1796.

 

 

 

Visita Pastorale alla città parte Prima (Reg. LXX)

Visita Pastorale alla città parte Seconda (Reg. LXX)

Visita Pastorale a Sommacampagna e Povegliano (Reg. LXXI) (1761)

Visita Pastorale a Isola della Scala ecc. (Reg. LXXII) (1762)

Visita Pastorale alla Val d'Adige (Reg. LXXIII) (1762)

 

 

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